{"id":60,"date":"2015-09-11T11:01:25","date_gmt":"2015-09-11T09:01:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.3dgis.it\/?page_id=60"},"modified":"2015-10-16T16:36:18","modified_gmt":"2015-10-16T14:36:18","slug":"interoperabilita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/interoperabilita\/","title":{"rendered":"Interoperabilit\u00e0 nei sistemi GIS"},"content":{"rendered":"<h1>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;interoperabilit\u00e0?<\/h1>\n<p>Interoperabilit\u00e0, in ambito informatico, \u00e8 la <strong>capacit\u00e0 di un sistema informatico di cooperare e scambiare informazioni e\/o fornire servizi con altri sistemi informatici<\/strong> in maniera completa e priva di errori, garantendo affidabilit\u00e0 e ottimizzazione delle risorse.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo principale dell&#8217;interoperabilit\u00e0 \u00e8 facilitare l&#8217;interazione tra sistemi differenti e scambiare informazioni tra sistemi informativi non omogenei.<\/p>\n<h1>Come si realizza l&#8217;interoperabilit\u00e0?<\/h1>\n<p>Una prima condizione necessaria \u00e8 che i <strong>sistemi siano in grado di scambiarsi i dati\u00a0<\/strong>(interoperabilit\u00e0 sintattica), in un formato noto da entrambe le parti.<br \/>Per fare questo \u00e8 necessario definire <strong>protocolli di comunicazione<\/strong> e <strong>formato dei dati<\/strong>. XML, JSON, GML e SQL sono, ad esempio, strumenti per l&#8217;interoperabilit\u00e0 sintattica.<\/p>\n<p>Una seconda condizione fondamentale \u00e8 l&#8217;<strong>interoperabilit\u00e0 semantica<\/strong>. Due o pi\u00f9 sistemi informativi devono possedere infatti la <strong>capacit\u00e0 di interpretare automaticamente le informazioni scambiate<\/strong> tra i sistemi in modo significativo e accurato, al fine di produrre risultati utili agli utenti finali di entrambi i sistemi. Al fine di raggiungere l&#8217;interoperabilit\u00e0 semantica i sistemi devono condividere un modello di riferimento non ambiguo: quanto inviato ha lo stesso valore di quanto ricevuto.<\/p>\n<p>L&#8217;interoperabilit\u00e0 pu\u00f2 essere eseguita tramite l&#8217;impiego deli standard aperti e quindi essere realizzata in fase iniziale (o ab-initio), ovvero quando i sistemi non sono ancora implementati. In alternativa, se i sistemi sono implementati e in produzione, \u00e8 possibile utilizzare tecniche di integrazione per rendere l&#8217;interoperabilit\u00e0 effettiva (post-facto).<\/p>\n<h1>Benefici dell&#8217;interoperabilit\u00e0<\/h1>\n<p>Realizzare l&#8217;interoperabilit\u00e0 tra sistemi informatici aiuta a conseguire diversi obiettivi importanti:<\/p>\n<div>\n<ul>\n<li><strong>Flessibilit\u00e0, variet\u00e0 di opzioni e scelte<\/strong> <br \/>Lavorare con interfacce di comunicazioni prefissate e stabilite consente di scegliere la componente adatta tra un ventaglio di offerta possibile. Ad esempio \u00e8 possibile sostituire un server geospaziale senza preoccuparsi delle altre componenti.<\/li>\n<li><strong>Garanzia dell&#8217;investimento<\/strong> <br \/>Interoperabilit\u00e0 significa non trovarsi in un lock-in futuro dovuto a cambi legati al produttore del software. Si utilizza una comunicazione standard che permette di integrarsi a nuovi sistemi ed eventualmente estrarre tutti i dati senza problemi di sorta.\u00a0<\/li>\n<li><strong>Gestione agevole del sistema nel suo complesso<\/strong> <br \/>Ogni componente del sistema pu\u00f2 essere gestita in modo autonomo semplicemente preservando l&#8217;interfaccia di comunicazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nello specifico la messa in piedi di un meccanismo di interoperabilit\u00e0 garantisce alcuni <strong>benefici non trascurabili<\/strong> all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione:<\/p>\n<ul>\n<li>Possono essere messe in comunicazione, <strong>indipendentemente dai vendor e dai fornitori<\/strong>, applicazioni diverse in settori operativi diversi o in altre realt\u00e0 (aziende esterne, altri enti, &#8230;)<\/li>\n<li>La collaborazione tra fornitori e partner garantisce un <strong>abbassamento complessivo dei prezzi<\/strong> e quindi del costo di consulenza e mantenimento dei sistemi.<\/li>\n<li>Sistemi informativi eterogenei sono messi in comunicazione e possono <strong>condividere informazioni in tempo reale<\/strong> a chi ne ha la necessit\u00e0.<\/li>\n<li>Nuove soluzioni possono essere facilmente integrate nel sistema informativo complessivo tramite <strong>l&#8217;impiego dell&#8217;interfaccia condivisa di comunicazione<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<h1>Strumenti per l&#8217;interoperabilit\u00e0<\/h1>\n<p>3DGIS favorisce l&#8217;interoperabilit\u00e0 integrando nelle proprie soluzioni diverse strategie progettate a tale scopo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive alignnone wp-image-686 size-large\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/architettura-webgis-1024x524.png\" alt=\"architettura-webgis\" width=\"1024\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/www.3dgis.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/architettura-webgis-1024x524.png 1024w, https:\/\/www.3dgis.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/architettura-webgis-300x153.png 300w, https:\/\/www.3dgis.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/architettura-webgis.png 1760w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2>Architetture orientate ai servizi <br \/>(Service oriented architecture &#8211; SOA)<\/h2>\n<p>Un&#8217;architettura software adatta a supportare l&#8217;uso di Web service per garantire l&#8217;interoperabilit\u00e0 tra sistemi informatici diversi, al fine di consentire l&#8217;uso delle singole applicazioni come componenti di un processo di business e soddisfare le necessit\u00e0 degli utilizzatori in modo trasparente, \u00e8 detta\u00a0<strong>service oriented architecture (SOA)<\/strong> o architettura software orientata ai servizi.<\/p>\n<p>I punti fondanti secondo il manifesto SOA danno priorit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>al valore del business<\/strong>, rispetto all&#8217;aspetto tecnico<\/li>\n<li><strong>agli obiettivi strategici<\/strong>, rispetto ai benefici specifici<\/li>\n<li><strong>all&#8217;interoperabilit\u00e0 intrinseca<\/strong>, rispetto all&#8217;integrazione personalizzata<\/li>\n<li><strong>ai servizi condivisi<\/strong>, rispetto alle implementazioni particolari<\/li>\n<li><strong>alla flessibilit\u00e0<\/strong>, rispetto all&#8217;ottimizzazione<\/li>\n<li><strong>al miglioramento evolutivo e progressivo<\/strong>, rispetto alla ricerca della perfezione iniziale.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Standard aperti<\/h2>\n<p>Uno standard \u00e8 una serie di <strong>specifiche tecniche<\/strong> di applicazione volontaria e sono generalmente basati sui risultati dell&#8217;esperienza e dello sviluppo tecnologico secondo il principio dello stato dell&#8217;arte.<\/p>\n<p>Uno <strong>standard aperto<\/strong> (open standard) \u00e8 uno standard disponibile al pubblico liberamente, con diversi diritti ad esso associati e con modalit\u00e0 di progettazione legata ad un processo aperto.<\/p>\n<p>Si fa generalmente riferimento agli standard aperti attraverso l&#8217;associazione al movimento dell&#8217;open source con l&#8217;idea che uno standard non sia aperto finch\u00e9 non vengono rese disponibili tutte le informazioni e le specifiche che hanno portato alla sua progettazione. E&#8217; inoltre generalmente molto gradita un&#8217;implementazione di riferimento, pur lasciando libera la proliferazione di ulteriori implementazioni libere.<\/p>\n<p>Quando uno standard aperto definisce un formato dati si costituisce un <strong>formato aperto<\/strong>.<\/p>\n<h3>Standard aperti nei sistemi GIS<\/h3>\n<p>Gli standard aperto dei sistemi GIS sono promulgati dall&#8217;<strong>Open Geospatial Consortium (OGC)\u00a0<\/strong>e generalmente vengono ratificati come standard ISO.<\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo degli standard aperti nei sistemi informativi territoriali \u00e8 molto importante in quanto garantisce tutte le opportunit\u00e0 offerte dall&#8217;interoperabilit\u00e0 e dall&#8217;impiego delle architettura SOA.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 importanti standard aperti OGC sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>OGC Web Map Service (WMS)<\/strong> <br \/>Web service che produce dinamicamente mappe di dati spazialmente riferiti a partire da informazioni geografiche. Viene generalmente restituita un&#8217;immagine raster in formato PNG, GIF o JPG.<\/li>\n<li><strong>OGC Web Feature Service (WFS)<\/strong> <br \/>Web service che restituisce gli oggetti geografici in formato vettoriale usando chiamate parametrizzate. Viene utilizzato il formato standard aperto OGC GML, basato su XML, per la restituzione dei dati ma sono possibili anche altri formati come Spatialite e Shapefile.<\/li>\n<li><strong>OGC Geography Markup Language (GML)<\/strong> <br \/>Grammatica XML standard per esprimere oggetti geografici. Serve sia come linguaggio di modellazione che come formato aperto di interscambio di dati e transazioni geografiche.\u00a0<\/li>\n<li><strong>OGC Catalog Service for the Web (CSW)<\/strong> <br \/>Web service per ricerca, navigazione e interrogazione di metadati su dati, servizi e altre risorse potenziali. Assume una grande importanza alla luce della direttiva comunitaria europea INSPIRE.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli standard promulgati da OGC sono numerosi ed \u00e8 possibile visionarli alla pagina <a href=\"http:\/\/www.opengeospatial.org\/standards\/is\">Elenco standard GIS OGC<\/a>.<\/p>\n<h2>Integrazione di sistemi eterogenei<\/h2>\n<p>Integrare sistemi eterogenei significa <strong>collegare le componenti di sottosistemi informatici al fine di creare un&#8217;unica entit\u00e0<\/strong> capace di funzionare come unico sistema, detto appunto sistema integrato. La procedura di collegamento delle componenti viene genericamente indicata come integrazione di sistemi.<\/p>\n<p>Sono varie le tecniche di integrazione possibili e si differenziano in funzione dei sistemi da integrare e dalle loro caratteristiche.<\/p>\n<p>L&#8217;integrazione attraverso l&#8217;impiego di servizi \u00e8 una metodologia moderna e comune, tuttavia a volte pu\u00f2 essere necessario operare l&#8217;integrazione a livello di sorgente dati o tramite una componente di integrazione e conversione dei dati in tempo reale.<\/p>\n<p>3DGIS nelle proprie soluzioni ha integrato specifici web service di integrazione per facilitare l&#8217;interoperabilit\u00e0 con i sistemi esistenti.<\/p>\n<h1>Abilitazione spaziale dei <br \/>sistemi privi di geo-localizzazione<\/h1>\n<p>Uno scenario molto comune nelle organizzazioni italiane, sia pubbliche che private, \u00e8 la\u00a0<strong>mancanza di pervasivit\u00e0 dell&#8217;informazione spaziale<\/strong> e, talvolta, di ogni possibile geo-localizzazione.<\/p>\n<p>Visualizzare su mappa le informazioni in modo trasversale \u00e8 molto importante e assicura un aumento di valore considerevole dei dati stessi. Allo stesso modo \u00e8 molto importante poter visualizzare rapidamente la posizione degli oggetti tradizionali sulla mappa, attraverso l&#8217;analisi dei dati disponibili: ad esempio utilizzando l&#8217;indirizzo alfanumerico per effettuare il geocoding e aggregare i punti per zone, quartieri o altri criteri di analisi.<\/p>\n<p>Abilitare spazialmente tutti i sistemi dell&#8217;organizzazione fornisce una <strong>maggiore consapevolezza dell&#8217;operativit\u00e0<\/strong>, attraverso la localizzazione, e offre capacit\u00e0 di analisi utili per comprendere le dinamiche della citt\u00e0, dei clienti e dei cittadini.<\/p>\n<p>Si tratta quindi di trasformare il settore GIS, solitamente confinato in un ufficio a s\u00e9 stante, in una <strong>commodity utilizzata da tutti gli altri settori<\/strong> e prendere consapevolezza del fatto che le\u00a0<strong>organizzazioni operano naturalmente sul territorio<\/strong> e, di conseguenza, ogni dato dovrebbe essere associato ad una posizione.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I vantaggi dell&#8217;impiego di standard aperti e architetture a servizi e cosa pu\u00f2 significare per te.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-60","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1027,"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions\/1027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}