{"id":64,"date":"2015-09-11T11:01:52","date_gmt":"2015-09-11T09:01:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.3dgis.it\/?page_id=64"},"modified":"2015-10-16T16:36:50","modified_gmt":"2015-10-16T14:36:50","slug":"open-source","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.3dgis.it\/it\/open-source\/","title":{"rendered":"Open source"},"content":{"rendered":"<h1>Cos&#8217;\u00e8 il software open source?<\/h1>\n<p>Definire un software <strong>open source\u00a0<\/strong>significa indicare che gli autori del software, e quindi detentori di diritto di autore e copyright, rendono <strong>disponibile il codice sorgente<\/strong>, favorendone lo studio e permettendo ad altri programmatori di apportarvi modifiche ed estensioni.<\/p>\n<p>Il software open source pu\u00f2 essere sviluppato quindi in <strong>maniera collaborativa\u00a0<\/strong>da pi\u00f9 attori indipendenti, per diversi scopi.<\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 di manipolazione del software sono regolate attraverso l&#8217;uso di una <strong>licenza<\/strong>, che stabilisce i termini all&#8217;interno dei quali \u00e8 consentito operare.<\/p>\n<p>Il movimento legato al software libero e all&#8217;opensource deriva dalla cultura hacker degli anni &#8217;70 e si formalizza con il manifesto GNU di Richard Stallman nel 1983. <br \/>Per approfondimenti potete consultare la <a class=\"external-link\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_del_software_libero\" rel=\"nofollow\">Storia del software libero<\/a>su Wikipedia.<\/p>\n<h2>Le principali licenze open source<\/h2>\n<p>Esistono numerose licenze che ricadono nell&#8217;ambito del software libero e dell&#8217;open source.<\/p>\n<p>Le principali sono:<\/p>\n<ul>\n<li>GNU General Public License (GPL)<\/li>\n<li>GNU Lesser General Public License (LGPL)<\/li>\n<li>GNU Affero Generale Public License (AGPL)<\/li>\n<li>BSD License<\/li>\n<li>Mozilla Public License (MPL)<\/li>\n<li>MIT License<\/li>\n<li>Apache License<\/li>\n<li>Eclipse Public License<\/li>\n<\/ul>\n<p>La scelta della licenza \u00e8 una cosa da valutare attentamente dato che regolano le libert\u00e0 fondamentali del software, che sono definite come:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Libert\u00e0 0:\u00a0<\/strong>libert\u00e0 di eseguire il software per ogni scopo<\/li>\n<li><strong>Libert\u00e0 1:\u00a0<\/strong>libert\u00e0 di studiare come funzioni il software e modificarlo a piacimento<\/li>\n<li><strong>Libert\u00e0 2:\u00a0<\/strong>libert\u00e0 di ridistribuire copie del software<\/li>\n<li><strong>Libert\u00e0 3:\u00a0<\/strong>libert\u00e0 di migliorare il programma e rilasciare le migliorie al pubblico, in modo che l&#8217;intera community ne benefici.<\/li>\n<\/ul>\n<h1>Open source nella Pubblica Amministrazione e Codice Amministrazione Digitale (CAD)<\/h1>\n<p>Fin dal 2003, attraverso la Commissione Meo o &#8220;Commissione per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione&#8221;, la Pubblica Amministrazione Italiana stabilisce come le soluzioni a codice aperto siano esattamente comparabili a soluzioni proprietarie e che il principio di base sul quale ragione sia il rapporto qualit\u00e0 &#8211; prezzo.<\/p>\n<p>Dal lavoro della commissione deriva la Direttiva Stanca &#8220;Sviluppo e utilizzazione dei programmi informatici da parte delle Pubbliche Amministrazioni&#8221; che stabilisce una serie di principi fondamentali nella valutazione:<\/p>\n<ul>\n<li>Analisi comparativa delle soluzioni: la PA deve acquisire programmi informatici sulla base di una <strong>valutazione comparativa tecnica ed economica<\/strong>, tenendo conto della rispondenza alle proprie esigenze.<\/li>\n<li>Criteri tecnici di comparazione: la PA deve privilegiare soluzioni che assicurino <strong>interoperabilit\u00e0 e cooperazione applicativa\u00a0<\/strong>tra diversi sistemi informatici.<\/li>\n<li>Rendere i sistemi informatici <strong>non dipendenti da un unico fornitore\u00a0<\/strong>o tecnologia proprietaria.<\/li>\n<li>Garantire la <strong>disponibilit\u00e0 del codice sorgente\u00a0<\/strong>per ispezioni e la tracciabilit\u00e0 da parte della PA.<\/li>\n<li>Esportare <strong>dati e documenti in pi\u00f9 formati<\/strong>, di cui almeno uno di tipo aperto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La direttiva Stanca si \u00e8 riversata nel <strong>Codice di Amministrazione Digitale<\/strong>, che nel 2012 \u00e8 stato oggetto di revisione nel suo articolo 68.<\/p>\n<p>Il primo comma dell&#8217;articolo 68 <strong>privilegia l&#8217;impiego di software libero all&#8217;intero della Pubblica Amministrazione<\/strong>:<\/p>\n<p><em>\u201c1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato: a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione; b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione; c) software libero o a codice sorgente aperto; d) software combinazione delle precedenti soluzioni. <strong>Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l\u2019impossibilita\u2019 di accedere a soluzioni open source o gi\u00e0 sviluppate all\u2019interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e\u2019 consentita l\u2019acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d\u2019uso<\/strong>. La valutazione di cui al presente comma e\u2019 effettuata secondo le modalit\u00e0 e i criteri definiti dall\u2019Agenzia per l\u2019Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altres\u00ec parere circa il loro rispetto\u201d <\/em>.<\/p>\n<p>La Pubblica Amministrazione \u00e8 quindi tenuta ad utilizzare soluzioni open source o in riuso nel caso queste siano disponibili.<\/p>\n<h1>Vantaggi dell&#8217;Open Source.<\/h1>\n<p>Ora conoscete il software open source. Ma quali sono i vantaggi del software libero rispetto agli altri tipi di software?<\/p>\n<h2>Qualit\u00e0 del Software e del Codice Sorgente<\/h2>\n<p>La principale differenza tra i software a sorgente aperto e quello proprietario \u00e8 lo sviluppo condiviso. Ci\u00f2 significa che molti programmatori possono verificare il codice sorgente e apportare modifiche e migliorie durante tutto il ciclo di vita di un progetto.<\/p>\n<p>Molti pi\u00f9 occhi potranno quindi rilevare potenziali bug nel software e correggerli velocemente. Il mondo open source ci ha infatti abituati a vedere segnalazioni di errori con allegato il codice sorgente per correggerli. La qualit\u00e0 globale del software aumenta quindi con le contribuzioni e nel caso la modifica proposta non sia adeguata \u00e8 sempre possibile rifiutare la contribuzione nell&#8217;albero del codice sorgente o richiedere o apportare le modifiche adeguate.<\/p>\n<p>Lo sviluppo condiviso facilita inoltre il rewriting del codice ed un suo refactoring, dato che le parti ingarbugliate possono essere riscritte da programmatori pi\u00f9 esperti rispetto agli autori originali.<\/p>\n<h2>Software di caratura sartoriale<\/h2>\n<p>Un pacchetto software commerciale viene definito sulla base del marketing e su un potenziale target di mercato. Nel modello di sviluppo open source sono le necessit\u00e0 della community a costruire il software e ne definiscono quindi le caratteristiche ed il percorso evolutivo.\u00a0Ne risulta che le applicazione open source sono molto specifiche e basate sulla risoluzione di uno specifico problema, segnalato dagli stessi ideatori del programma.<\/p>\n<p>Il software open source pu\u00f2 essere inoltre adattato alle specifiche esigenze dell&#8217;utilizzatore direttamente dal proprio CED o attraverso la consulenza di professionisti o aziende specializzate. I costi dell&#8217;operazione saranno inferiori rispetto alla personalizzazione di un pacchetto commerciale, solitamente molto onerosa, e i risultati possono essere rilasciati liberamente alla community consentendo ad altri di beneficiare del proprio investimento.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra strategia per la personalizzazione del software o per l&#8217;implementazione di una nuova funzionalit\u00e0 \u00e8 una donazione agli sviluppatori del progetto opensource, che potranno lavorare alle funzionalit\u00e0 richieste grazie ai vostri fondi.<\/p>\n<h2>Supporto dalla community di utilizzatori<\/h2>\n<p>Abbiamo visto che il software libero \u00e8 sviluppato in maniera collaborativa e questo sviluppo \u00e8 generalmente contornato da grandi community di utenti che si riuniscono in forum, mailing list o canali IRC per condividere opinioni ed esperienze, ma anche per aiutare i nuovi arrivati o chi ha un problema con il progetto.<\/p>\n<p>Una grande community significa quindi poter ottenere supporto e aiuto in maniera completamente volontaria e gratuita. Ricordiamo tuttavia che non \u00e8 possibile pretendere un aiuto tempestivo e corretto dalla community a titolo gratuito. Fortunatamente esistono aziende specializzate nel software Open Source che possono fornire un supporto professionale e che spesso fanno proprio parte della community. A queste aziende ci si pu\u00f2 rivolgere per un supporto tempestivo e ulteriori sviluppi.<\/p>\n<h2>Indipendenza del fornitore e libert\u00e0 d&#8217;impiego<\/h2>\n<p>Software libero significa libert\u00e0. L&#8217;utente \u00e8 libero di utilizzare e personalizzare il software come ritiene pi\u00f9 opportuno. Non sono previsti numeri di utenti prefissati o installazioni e quindi non sono previsti costi aggiuntivi per aggiornamenti e supporto obbligatorio.<\/p>\n<p>Maggiore libert\u00e0 significa inoltre essere protetti da eventuali chiusure o acquisizioni delle aziende dietro lo sviluppo del software.<\/p>\n<p>Open source significa che l&#8217;utilizzatore pu\u00f2 rivolgersi a chi ritiene pi\u00f9 opportuno per la fornitura del software. Sono infatti molte le aziende che sviluppano software open source offrendo supporto commerciale non obbligatorio. Rivolgersi a tali aziende per un&#8217;aiuto iniziale spesso significa salvaguardare i propri investimenti.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3DGIS utilizza, promuove e sviluppa software open source. 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