L’ora legale ha ancora un senso? Scopritelo con una mappa

Mancano meno di due settimane al cambio dell'ora e al ritorno dell'ora legale, che per molte persone può diventare un trauma domenicale. Conoscete le motivazioni dell'introduzione? E avete mai pensato di mantenere l'ora solare o quella legale per tutto l'anno?

Durante la notte tra il 26 e il 27 marzo 2016, precisamente alle ore 2, le lancette si sposteranno in avanti di un’ora. Entrerà infatti in vigore l’ora legale, nota anche come Daylight Savings Time o DST.

L’ora legale è stata introdotta nel corso del secolo scorso, in molte aree del globo terrestre, allo scopo di diminuire il consumo di energia e guadagnare un’ora di luce in più durante il periodo estivo. Nei paesi dell’Unione europea, l’ora legale inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

Lo scopo principale dell’ora legale è il risparmio di energia elettrica, grazie ad un minore utilizzo dell’illuminazione. Ovviamente l’ora legale ha un impatto solo sullo sfruttamento delle ore di luce disponibili, modificando le nostre abitudini legate all’ora. Se infatti andiamo a letto alle 23 e ci alziamo alle 7, d’estate si potrà sfruttare un’ora di luce in più, in quanto il sole sorge ben prima delle ore 7, mentre la sera potremo accendere la luce un’ora dopo.

Sono inoltre stati riscontrati vantaggi relativamente all’impatto economico, dovuti ad esempio alla possibilità di praticare attività all’aperto anche fuori dagli orari convenzionali, ma anche svantaggi relativi ad agricoltura, allevamento e comunicazioni di massa. La raccolta dei cereali, ad esempio, è influenzata dalla presenza della rugiada mattutina che diminuisce il valore del raccolto; la mungitura degli animali è influenzata negativamente dalla presenza dell’ora legale, e quindi la raccolta del latte deve seguire il ciclo di vita tradizionale; infine durante il periodo estivo gli ascolti televisivi subiscono un drastico calo (tuttavia probabilmente non è un fattore negativo per le persone).

Dal punto di vista della salute, il cambio dell’ora comporta l’alterazione del ciclo sonno-veglia per alcune persone, lo stesso che si verifica durante i viaggi in aereo per via del jet lag, ed è legato ad un incremento del fattore di rischio per l’infarto del 10% ad ogni cambio, che tende a normalizzarsi nel giro di qualche settimana. Nelle grosse città diventa inoltre importante l’impatto sull’inquinamento: il traffico viene anticipato e le polveri sottili persistono maggiormente durante le ore diurne.

Analisi cartografica dell’ora legale in funzione delle attività umane

Alex Woodruff, un nostro collega cartografo, ha realizzato un’interessante serie di infografiche e mappe interattive per spiegare al meglio l’impatto dell’ora legale. Ha preso come riferimento gli Stati Uniti e ha ragionato sulle abitudini contemporanee della società attuale, che generalmente prevede un ciclo di lavoro quotidiano dalle 9 alle 18. Sulla base di queste considerazioni, ha valutato possibili orari ragionevoli di alba e tramonto: rispettivamente le 7 del mattino e le 6 di sera.

La situazione attuale, con l’ora legale da marzo a novembre, è la seguente:

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La mappa seguente ci mostra la situazione nel caso venga rimossa l’ora legale. Tranne un incremento delle albe prima delle 7 del mattino nelle zone più ad est dei fusi orari, la situazione rimarrebbe accettabile.

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Nel caso invece l’ora legale fosse sempre in vigore, il sole non sorgerebbe quasi mai prima delle 7 del mattino e non tramonterebbe praticamente mai prima delle 18.

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Trascurando i vari impatti economici, ancora oggetto di studio con le abitudini della società moderna, l’impatto dell’ora legale nelle attività quotidiane attuali è diventato molto meno importante che in passato.

Voi che ne pensate? Fatecelo sapere 🙂

Nel caso vogliate giocare con i grafici interattivi, visitate il sito http://andywoodruff.com/blog/where-to-hate-daylight-saving-time-and-where-to-love-it/

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Pubblicato il 16 marzo 2016 da Eduard Roccatello
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