PostGIS è l’estensione che trasforma PostgreSQL, uno dei database più diffusi al mondo, in un potente sistema per la gestione dei dati geografici. In altre parole, permette di salvare, interrogare e analizzare informazioni legate al territorio direttamente all’interno di un database.
Una delle novità più rilevanti è l’introduzione della funzione ST_CoverageClean, che consente di pulire e correggere automaticamente i confini tra poligoni adiacenti. Chi lavora con cartografia catastale, limiti amministrativi o piani urbanistici sa bene quanto sia frequente il problema di piccoli gap (vuoti) o sovrapposizioni tra geometrie che dovrebbero combaciare perfettamente. Questa funzione automatizza un’operazione che in passato richiedeva interventi manuali o procedure complesse.
Sul fronte tridimensionale, PostGIS 3.6 amplia le capacità di analisi grazie all’integrazione con SFCGAL 2.2, una libreria specializzata nel calcolo geometrico 3D. Tra le nuove funzioni disponibili troviamo strumenti per scalare, traslare e ruotare geometrie nello spazio, oltre a CG_3DAlphaWrapping, che permette di creare un involucro attorno a nuvole di punti o geometrie 3D complesse. Queste funzionalità sono particolarmente utili per chi lavora con modelli urbani, rilievi LIDAR o dati di edifici.
La gestione delle topologie, ovvero la rappresentazione delle relazioni spaziali tra oggetti geografici come confini, nodi e archi, riceve anch’essa importanti aggiornamenti. Vengono introdotti strumenti per verificare e correggere la precisione topologica (ValidateTopologyPrecision e MakeTopologyPrecise) e una nuova funzione per calcolare la dimensione totale di una topologia (TotalTopologySize). Questi strumenti aiutano a mantenere la qualità e la coerenza dei dati geografici nel tempo, un aspetto fondamentale per le banche dati degli enti pubblici.
Dal punto di vista tecnico, PostGIS 3.6 introduce il supporto per PostgreSQL 18, la versione più recente del database, ed è compatibile con GEOS 3.14, la libreria geometrica sottostante che porta con sé algoritmi più precisi e performanti. Questo si traduce in calcoli spaziali più accurati e in una riduzione degli errori topologici durante le operazioni di analisi.
Per chi gestisce dati raster, cioè immagini geografiche come ortofoto o modelli digitali del terreno, è ora possibile attivare messaggi di debug specifici per GDAL, il motore di conversione di formati raster, semplificando la diagnosi di eventuali problemi di importazione o elaborazione.