Serve davvero il Cloud Computing? Il futuro della rete.

Le varie campagne pubblicitarie ci hanno illustrato come la nuvola possa essere considerata il futuro della comunicazione in rete e una buona possibilità per ridurre spese e ottimizzare i servizi.

Sentiamo spesso parlare di cloud computing.

Utilizziamo quotidianamente il cloud senza accorgercene: gmail, dropbox, gdrive, outlook sono alcuni dei servizi che vengono erogati su nuvola. Semplicemente non ce ne rendiamo conto. Di fatto tutti stanno promuovendo i propri servizi attraverso il cloud computing.

Come capire quindi se la nuvola fa al caso nostro?

Vediamone vantaggi e svantaggi! Il primo, e più evidente, è una riduzione dei costi. Vengono infatti a cadere molte voci di costo tra cui la manutenzione delle macchine, l’archiviazione delle copie di backup e la loro sicurezza. Tali attività vengono demandate al gestore del servizio, che vi applicherà una quotazione per il servizio da garantire.

Utilizzando il cloud programmi e dati sono posti in un’infrastruttura server virtuale all’interno di numerosi data center distribuiti su scala italiana, europea o mondiale. Questa distribuzione geografica consente di condividere con semplicità e immediatezza documenti e dati, facilitando e incrementando le opportunità di collaborazione.

Da non trascurare inoltre che la possibilità di configurare sistemi di continuità di servizio è maggiore, grazie proprio all’architettura del sistema di carattere distribuito. Un altro vantaggio immediato è dovuto all’immaterialità dell’infrastruttura: la rottura di un client non pregiudica il flusso di lavoro. Basterà connettersi ad Internet con un qualsiasi altro computer per essere nuovamente operativi, senza la necessità di installare software. Di contro, la necessità di dover contare su di un collegamento a Internet in “banda larga” e, soprattutto, la consapevolezza che in assenza di connettività gli strumenti non saranno disponibili.

Un’obiezione tipica sull’impiego del cloud è legata principalmente alla riservatezza dei dati.

L’utilizzo dei servizi in “cloud pubblica” comporta l’accettazione dei termini d’uso con la conseguenza che i propri dati caricati sui server del gestore vengano trattati secondo i termini accettati. Questa situazione è comunque facilmente risolvibile con l’impiego di una cloud privata. Esistono inoltre rischi da valutare in relazione alla possibilità di attacchi da parte di hacker ed alle modalità di trattamento dei dati sulla privacy e misure di sicurezza. Queste contromisure dovrebbero tuttavia essere considerate anche con soluzioni tradizionali.

Nonostante i vari aspetti positivi e negativi, con cloud computing si parla davvero di evoluzione della rete. Continueremo a fare le stesse cose ma in un modo radicalmente diverso, le cui possibili evoluzioni sono tutte da scoprire.

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Pubblicato il 7 dicembre 2012 da 3DGIS
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