I vantaggi degli open data

Stiamo attraversando un periodo rivoluzionario per la strategia digitale mondiale. Ci si sta, dopo anni di battaglie, muovendo verso l’apertura dei database territoriali e una maggiore interoperabilità tra le banche dati esistenti.

Questo fenomeno è noto come Open Data e si basa sul principio fondamentale per cui i dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione devono essere aperti e disponibili, in quanto generati attraverso risorse pubbliche.

Ma cosa sono questi dati aperti?

Un dato si definisce aperto se chiunque è in grado di utilizzarlo, ri-utilizzarlo e ridistribuirlo, soggetto, al massimo, alla richiesta di attribuzione e condivisione allo stesso modo.

Eventuali restrizioni sui dati e sul loro riutilizzo comportano infatti una grave limitazione per lo sviluppo della comunità e rende complessa la realizzazione di molte idee innovative per il miglioramento del servizio ai cittadini, anche da parte di privati.

Vantaggi tangibili

Senz’ombra di dubbio i dati aperti consentono numerosi vantaggi. Il principale è legato all’interoperabilità e alla massimizzazione dell’efficienza nell’uso del dato. Supponendo, infatti, un costo di raccolta del dato questo verrà potenzialmente diviso per ogni applicazione. 

Gli open data inoltre generano Innovazione, in quanto consentono applicazioni non previste. Le idee innovative sono inaspettate e i dati liberi possono scatenarne la proliferazione.

Non ultimo vantaggio: il controllo sulla qualità del dato e sulla sua correttezza. Più occhi  e più utenti possono individuare e correggere i dati, anche dopo anni dal loro collaudo funzionale.

 

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Pubblicato il 17 gennaio 2012 da 3DGIS
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